|
Il Tribunale di Alba consente alle parti di non avvalersi di avvocati per gli atti consensuali Separazioni e divorzi in crescita di VALERIA PELLE |
|
Sono 714 le sentenze di divorzio e 1.341 le separazioni emesse, negli ultimi quattro anni, dal Tribunale di Alba. Un dato in progressiva crescita, che rispecchia in modo coerente le tendenze rese note dall’Istat nel 2002. L’area geografica di competenza degli Uffici giudiziari, in virtù dei duecentomila abitanti del suo bacino, esteso dal 2000 ai territori di Carmagnola, Poirino e Pralormo, si configura come una delle più ampie del Sud Piemonte, superiore anche a quella del capoluogo provinciale. Nel 1999 le separazioni sono state 304 e i divorzi 155. Il 2000, a fronte di un aumento di trentacinquemila abitanti con l’allargamento ai tre Comuni del torinese, ha registrato un calo delle sentenze (271 separazioni e 157 divorzi). Negli ultimi due anni, invece, l’aumento è stato molto più consistente.
Sono state 383 in entrambi gli anni le separazioni, mentre i divorzi si sono attestati su 181 nel 2001 e 221 nel 2002. La variazione percentuale, quindi, si è attestata sul 26% di separazioni e sul 42% di divorzi in più negli ultimi quattro anni. Confrontando i dati, si nota come l’instabilità coniugale sia cresciuta progressivamente e abbia portato, a distanza di tre anni dalla separazione, a un’elevata percentuale di divorzi, pari, se si considerasse solo il rapporto 1999-2002, a circa il 72%. Il dato non va comunque interpretato in maniera rigida, dato che le sentenze di divorzio emesse nel 2002 possono riguardare anche procedimenti aperti più di tre anni prima. Le variazioni registrate dal 1999 a oggi dal Tribunale albese si allineano con gli indicatori dell’Istat, che vedono il Piemonte, con 6,8 separazioni e 3,9 divorzi ogni mille coppie, secondo solo alla Liguria (9,1 separazioni e 5,2 divorzi) per numero di matrimoni falliti.
Settanta vertenze su 100, contro le 86 su 100 rilevate dall’Istat su base nazionale, affermano dalla cancelleria albese, si risolvono in maniera consensuale. Il Tribunale della capitale delle Langhe è uno dei pochi nella Granda (Cuneo lo ammette solo nelle cause di separazione) a consentire alle parti di non avvalersi del patrocinio di un legale per arrivare alla separazione consensuale o al divorzio congiunto, una pratica, tuttavia, non ancora molto seguita dai cittadini. Per sostenere quanti decidessero di non ricorrere a un avvocato sono nati nel corso degli ultimi due anni, alcuni siti Internet (http://www.divorzionline.it/ o http://www.divorziofacile.it/), che offrono consulenze telefoniche, via e-mail o scritte per comporre le divergenze dei coniugi decisi a porre fine alla propria unione, oltre ad alcuni servizi di supporto forniti da psicologi e terapeuti. Valeria Pelle
|